Un ticket chiuso entro l'SLA è davvero un problema risolto? Gli utenti non sempre sono d'accordo.
Lo SLA (Service Level Agreement) è il contratto. Misura tempi di presa in carico, tempi di risoluzione, percentuali di rispetto. Numeri necessari, ma che raccontano la prestazione del fornitore, non l'esperienza di chi ha aperto il ticket. Un utente può vedere il suo ticket chiuso entro le ore previste e tornare al lavoro con il problema ancora lì, oppure con una soluzione che funziona ma che gli è costata tre escalation, due riavvii e mezza mattinata persa. La dashboard è verde. L'utente anche, ma dalla rabbia.
Per questo in Gruppo Trade abbiamo introdotto da tempo gli XLA, Experience Level Agreement. La differenza è semplice: lo SLA misura il servizio dal lato di chi lo eroga, lo XLA dal lato di chi lo riceve. Non più "abbiamo rispettato il tempo previsto", ma "l'utente ha potuto riprendere a lavorare nei tempi attesi, con uno sforzo accettabile, e ne è soddisfatto?".
Concretamente, gli XLA si costruiscono su indicatori come questi:
Come misuriamo questi indicatori dipende dal cliente e dal contesto operativo:
A queste fonti dirette abbiamo affiancato un agente di intelligenza artificiale integrato nel service desk, che legge l'intera cronologia del ticket e ne assegna un sentiment score. È un secondo livello di lettura, utile soprattutto quando l'utente non risponde alla survey ma il tono della conversazione racconta comunque qualcosa.
Il risultato è che la dashboard non è più solo verde o rosso sui tempi. Diventa una mappa di come il servizio viene vissuto, ticket per ticket. E quando un numero verde sull'SLA convive con uno score rosso sull'XLA, sappiamo che abbiamo un problema da affrontare, anche se formalmente il servizio ha rispettato gli impegni previsti.
Un ticket chiuso non significa sempre un problema risolto. La differenza tra le due cose la conosce soprattutto l'utente. Misurarla è il primo passo per migliorare davvero il servizio.